E' necessario modificare l'impianto del meccanismo di attribuzione dei finanziamenti statali alle università: lo Stato dovrà assicurare
una quota fissa e costante (FFO) sulla base di un modello più adeguato di quello attuale, da migliorare; ma ci dovrà essere una quota da
attribuirsi agli Atenei sulla base di specifici accordi di programma con ciascuno di essi.
Tali accordi dovranno essere stipulati all'interno di un quadro ben definito, sulla base di criteri condivisi e di indicatori di performance
prestabiliti, all'interno di un quadro di forte competitività tra gli Atenei per l'accesso a queste risorse.
Sarà necessario sia tenuta in debita considerazione l'esigenza di un recupero di crediti pregressi accumulati negli anni passati dagli
Atenei sottofinanziati, e bisognerà gradualmente aumentare la quota di finanziamento per gli accordi di programma rispetto a quella per
FFO.
Tutto ciò è nella logica del "Patto per l'università e la ricerca", che dovrà essere ripreso.
Pur nella convinzione che l'intero sistema sia sottofinanziato, bisognerà prendere realisticamente atto che ben difficilmente i
finanziamenti pubblici per il sistema potranno aumentare in modo così significativo da assicurare per tutti gli Atenei fondi adeguati,
indipendentemente dalla qualità delle prestazioni di ciascun Ateneo e dalla qualità stessa dei rispettivi bilanci, perché la situazione
della finanza pubblica non lo consente.
E' necessario riprendere l'analisi sulla situazione attuale su temi di fondo che riguardano le "risorse umane", a cominciare dai
docenti:
reclutamento: bisogna lavorare per vedere di ricavare spazi dalla normativa attuale per un percorso di tenure track con ricercatori
a tempo determinato che si collocano poi nel ruolo degli associati;
mobilità dei docenti tra le sedi: la situazione attuale è di totale paralisi, o quasi, nonostante gli incentivi della
"Legge Zecchino"; bisognerebbe che chi si trasferisce potesse - se "chiamato" da un'altra sede - portarsi appresso i tre/quarti del
proprio stipendio, se ordinario, e la metà se associato; è in ogni caso necessario trovare un meccanismo per uscire dalla situazione
attuale;
bisogna puntare a far approvare quanto prima il decreto sui dottorati di ricerca, con forti incentivi per la realizzazione di Scuole
di dottorato (con rigoroso accreditamento), e per mobilità dei dottorandi;
è necessario varare un codice preciso e serio di comportamento che preveda in modo chiaro i doveri dei docenti, con rigorosa
valutazione della ricerca di ciascuno affidata alle sedi attraverso procedure di valutazione dei gruppi di ricerca all'interno di ciascun
Dipartimento, e verifiche dell'adempimento dei compiti didattici attraverso le Facoltà.
Sarà necessario rivedere anche le procedure della tassazione studentesca, con meccanismi perequativi da parte delle Regioni per i bilanci
degli Atenei nell'ambito di una politica seria di diritto allo studio, affidata alle Regioni. I limiti di tassazione devono essere tolti
quanto a livelli massimi, introducendo criteri di forte progressività in base ai redditi delle famiglie. Dovrebbero anche essere
differenziate le tasse per il triennio e quelle per il biennio, così come per gli studenti attivi, "part time" e "quiescenti"
(bisognerà disincentivare il "fuori corso", a meno che non sottoscriva un preciso "contratto" come studente "part time").
Il tema della governance è fondamentale per poter definire da parte di ciascuna sede serie politiche di programmazione e sviluppo:
è necessario dare largo spazio all'esercizio dell'autonomia statutaria, ma nel rispetto di principi molto rigorosi, che assicurino
effettiva capacità di governo negli Atenei ed aprano concretamente spazi di dialogo con il mondo esterno.
E' necessario seguire molto da vicino il processo che dovrà portare a conclusione l'istituzione dell'Agenzia nazionale ANVUR, con
particolare attenzione all'individuazione dei metodi e dei criteri che dovranno essere adottati per la valutazione degli Atenei; è questa
una tematica che si connette strettamente a quella della individuazione degli indicatori di performance per il finanziamento degli accordi
di programma di cui al punto 1, il che si interseca con le questioni connesse ai "piani di sviluppo" ministeriali.
AQUIS - Associazione per la Qualità delle Università Italiane Statali